Breve descrizione
Disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) è una condizione cronica di lunga durata che colpisce milioni di bambini e spesso continua anche in età adulta. È caratterizzata da una combinazione di difficoltà persistenti, tra cui problemi a mantenere la concentrazione, iperattività e comportamenti impulsivi.
Testimonianze dei consumatori del succo di noni
Nei primi due anni di vita nostro figlio urlava per dieci ore al giorno. Quando ha compiuto due anni sono iniziati gli attacchi isterici e a cinque anni siamo stati costretti a mettere i lucchetti a tutti gli armadi. Sferrava calci nei muri, aprendo buchi attraverso i quali lanciava i suoi giocattoli. Se trovava un modo per distruggere qualcosa, lo faceva senza esitazione.
Abbiamo speso tutti i nostri risparmi passando da uno specialista all’altro, cercando di scoprire la causa di questo comportamento. Un medico diagnosticò il disturbo da deficit di attenzione e iperattività. Le cure davano risultati molto limitati e, per diversi anni, siamo stati costretti letteralmente a spingerli giù per la gola le pillole. Questo mi costò due viaggi al pronto soccorso, perché mi morse così forte da dover ricorrere ai punti.
Ora nostro figlio ha 17 anni. Dieci mesi fa gli hanno finalmente diagnosticato una forma grave di disturbo maniaco-depressivo. Abbiamo iniziato a somministrargli i farmaci raccomandati, cercando di controllare gli sbalzi d’umore e le crisi violente, ma il risultato fu solo quello di trasformarlo in un “vegetale” intontito dai farmaci, seduto immobile sul divano per ore. Quando non dormiva, aveva lo sguardo vuoto, ma almeno non era aggressivo. Non gli piaceva l’effetto dei farmaci, così ha cominciato a masticare le pillole e a sputarmele addosso. Mi tormentavo con il dubbio che i medici avessero ragione nel consigliare il ricovero. Eppure, a volte c’erano dei momenti buoni: riuscivo a parlare con un ragazzo lucido, nascosto dentro quella coscienza cupa e offuscata. Momenti senza aggressività, in cui vedevo davanti a me uno straordinario giovane, prigioniero della sua mente malata. Ma sapevo che, se lo avessimo messo in clinica, quel meraviglioso giovane sarebbe stato perso per sempre.
Alla fine abbiamo trovato il succo di noni e ho iniziato a dargliene 30 ml al mattino e alla sera. Non notando grandi cambiamenti, abbiamo aumentato la dose a 60 ml due volte al giorno. Ci fu un leggero miglioramento, ma nulla di speciale, finché non cominciammo a somministrargli 60–90 ml ogni sei ore durante il giorno. Ed è stato allora che i cambiamenti sono arrivati davvero! È diventato una persona diversa, forse quella che è sempre stata.
Attualmente non prende alcun farmaco. Dopo tutto quello che abbiamo vissuto, è difficile credere che questa situazione possa davvero finire. Non soffriamo più dei suoi attacchi di rabbia, e lui arriva persino a sistemare da solo la sua camera. Sta diventando gradualmente un ragazzo normale, compone musica e scrive un libro. Quel giovane che solo di rado faceva capolino, ora sembra essersi stabilito qui in modo permanente. Negli ultimi 30 giorni non ha avuto neanche una crisi di collera. E se avverte un disagio, prende una dose supplementare di succo, che lo aiuta a superarlo.
Forse non sapremo mai la causa di quell’inferno in cui abbiamo vissuto per 17 anni, ma qualunque fosse, il succo di noni si è rivelato straordinario nel risolvere questo problema. In realtà, non importa quale fosse il problema, perché ora abbiamo una soluzione. La cosa migliore di tutte è che ora posso godermi mio figlio, crescendolo e immaginando il suo futuro.
Debora Harr, Salt Lake City, Utah, USA